Under 16
martedì 20 novembre 2012
La Studio55 Ata ritorna dal Trofeo Depentori con il sorriso

Inizia bene la propria stagione la squadra under 16 dell'Ata. Dopo la bella vittoria per 3 a 0 contro le pari età del Pergine Alta Valsugana (25-8; 25–9; 25–16), un’altra prova convincente è arrivata domenica 18 a Riva del Garda nel Trofeo Depentori.

Entusiasta l’allenatrice Alessandra Campedelli: "Domenica abbiamo fatto 4 partite e ne abbiamo vinte 3, abbiamo vinto con Lugano, Lecco e Padova mentre abbiamo perso con Chions che poi è arrivato primo nel torneo. Quello che mi rende molto soddisfatta non è il fatto di aver vinto 3 partite ma di come le abbiamo vinte".

Alessandra Campedelli, coach dell'Ata Under 16
Alessandra Campedelli, coach dell'Ata Under 16

Per quale motivo sei così soddisfatta Alessandra?
“Perché credo che domenica le nostre ragazze abbiano messo un mattoncino molto importante per la costruzione del loro "diventare delle atlete". L'impegno che hanno messo, in tutte e quattro le partite, é stato evidente agli occhi di tutti coloro che ci sono vicini e che sanno “da dove siamo partiti”. E' lo stesso impegno che vedo mettere in campo,durante gli allenamenti. Fino a ieri, però, non eravamo riusciti a "concretizzare" il tutto anche durante la gara che per noi ha spesso rappresentato un'espressione di ansia, stress e tensione " negativa" . Domenica non é stato così. Le emozioni provate nel riuscire a giocare e competere con realtà provenienti da regioni in cui la pallavolo giovanile femminile dimostra di avere un livello medio nei campionati molto più alto del nostro, rappresentano un’importante iniezione di fiducia e una grande soddisfazione che può ripagare i sacrifici che giornalmente fanno”.
Quali sono state le differenze che hai visto rispetto alle altre partite?
"Ho visto nei loro occhi molta determinazione e molta voglia di fare bene anche nei momenti più duri, anche quando l'avversario dimostrava tutto il suo valore. Ho visto che sta crescendo in loro la capacità di affrontare i momenti difficili. Ho visto che hanno capito che non importa quante volte cadiamo ma quanto diventiamo brave nel rialzarci in fretta per riprendere a migliorarci. Crescere significa anche saper accettare di non essere sempre al 100%, ma di dare comunque il meglio per loro stesse ma soprattutto per la squadra. Se continueranno così, potranno diventare sicuramente un esempio importante anche per le ragazzine dell'under 14 e delle under 13, proprio come per loro si é sempre dimostrata d'esempio la serie B2".

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